Elettrificazione delle banchine: il caso di Brindisi

Il porto di Brindisi è una realtà complessa, caratterizzata dalla co-presenza di molteplici vocazioni: quella turistica e crocieristica, quella industriale, quella legata al traffico merci. L’area portuale è in profonda trasformazione, con diversi interventi che riguardano la costruzione di nuove banchine e la riorganizzazione logistica. È in questo contesto che il caso studio SALPIAM ha scelto di concentrarsi su un intervento specifico e misurabile: l’elettrificazione delle banchine, il cosiddetto cold ironing.
L’idea è semplice nella premessa, impegnativa nella realizzazione: collegare le navi alla rete elettrica di terra quando sono in sosta, così che possano spegnere i motori ausiliari e smettere di emettere inquinanti in atmosfera. Il progetto, disegnato congiuntamente da ARPA Puglia e dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, prevede l’installazione del sistema di elettrificazione “Punta delle Terrare” nel Porto Medio, presso gli ormeggi 15, 16/17 e 18, destinati all’attracco dei traghetti Ro-Ro e Ro-Pax. A questo si aggiunge un generatore fotovoltaico da 990 kWp, integrato nella copertura di un parcheggio adiacente, per alimentare parzialmente l’infrastruttura con energia rinnovabile.

Figura 1 – planimetria dell’area di intervento con l’infrastruttura cold ironing e il rendering del parcheggio fotovoltaico

Quanto inquina una nave in banchina

Per capire la portata dell’intervento, bisogna guardare i numeri delle emissioni. Il confronto tra le tre opzioni di alimentazione – motori a olio combustibile pesante (HFO), motori a gasolio marino (MGO 0,1% di zolfo) e cold ironing – è netto. Per ogni MW/h prodotto, il cold ironing emette 0,04 tonnellate di NOx contro le 1,47 dell’HFO e le 1,39 dell’MGO: una riduzione superiore al 95%. Per il particolato la forbice è ancora più ampia: 0,001 tonnellate per MW/h con il cold ironing, contro 0,15 dell’HFO. Anche le emissioni di CO₂ scendono, passando da 72,20 tonnellate per MW/h (HFO) a 50,16 con l’elettrificazione, una riduzione superiore al 30%.

InquinanteHFO (t/MWh)MGO 0,1% (t/MWh)Cold ironing (t/MWh)
CO272,2069,0050,16
NOx1,471,390,04
SOx1,230,040,04
PM0,150,030,001
Tabella 1 – Confronto delle emissioni per MWh prodotto tra le tre opzioni di alimentazione: olio combustibile pesante (HFO), gasolio marino (MGO 0,1% di zolfo) e cold ironing.

Il modello: simulare l’impatto del porto su tutta la città

Il gruppo di lavoro ARPA Puglia – composto da Annalisa Tanzarella, Angela Morabito, Tiziano Pastore e Lorenzo Angiuli – ha costruito un sistema modellistico a cascata per ricostruire il contributo diretto delle emissioni portuali sulle concentrazioni di inquinanti a scala locale. Il cuore del sistema è il modello lagrangiano a particelle SPRAY, alimentato da campi meteorologici tridimensionali prodotti dal processore GAP-SWIFT e dai parametri di turbolenza calcolati da SurfPro. L’input meteorologico a grande scala proviene dal modello WRF, con una risoluzione di 1 chilometri sul Salento.

Figura 2 – Sistema modellistico per la ricostruzione del contributo diretto delle emissioni portuali su scala locale – Arpa Puglia.

Il dominio di simulazione su Brindisi copre una griglia di 111 × 101 celle con passo di 100 m, sufficienti a mappare l’intera area portuale e le zone urbane circostanti, incluse le centraline della rete regionale di qualità dell’aria.

Figura 3 – mappe orografiche e satellitari del dominio di Brindisi con le centraline di monitoraggio – ARPA Puglia.

Dove nascono le emissioni: accosti, manovre, crociere

Una delle peculiarità di questo studio è la granularità con cui sono state trattate le sorgenti emissive. Il software BUH (Bottom-Up Harbour), utilizzato per stimare le emissioni, fornisce dati orari per NOx, PM e SO₂ associati a ciascun accosto e suddivisi per tipologia di attività: stazionamento, manovra, rimorchio e crociera. Come ha spiegato Annalisa Tanzarella durante la riunione SALPIAM del 5 febbraio 2026, «avendo a disposizione una base informativa così dettagliata, abbiamo cercato di sfruttarla al massimo», associando a ciascun accosto non solo l’emissione puntuale della fase di sosta (sorgente convogliata dal camino), ma anche un’attribuzione spaziale molto dettagliata delle aree di manovra, tenendo conto delle rotte di attracco e partenza delle varie navi.

Per le sorgenti convogliate (stazionamento), i parametri del camino – altezza 10 m, diametro 0,7 m, temperatura dei fumi 160 °C, velocità di uscita 10 m/s – sono stati generalizzati per tutte le categorie navali, una scelta ragionevole dato che le differenze principali riguardavano le sole navi da crociera, i cui tempi di attracco a Brindisi risultavano molto ridotti.

Figura 5 – Mappa degli accosti di Brindisi con gli accosti 15 e 16 cerchiati in rosso.

Figura 6 – Mappa delle aree di manovra e crociera di Brindisi.

L’inventario emissivo: chi pesa di più

Nel caso base 2021, le emissioni portuali totali di Brindisi ammontano a 717,5 tonnellate/anno di NOx, 21,1 tonnellate/anno di PM e 46,2 tonnellate/anno di SO₂. Lo stazionamento domina il bilancio: rappresenta l’80% delle emissioni di NOx, il 51% di quelle di PM e il 39% di SO₂. La manovra nell’area portuale e le attività di crociera contribuiscono con quote nettamente inferiori.

La domanda chiave per la VIS è: che succede se si azzerano le emissioni degli accosti 15 e 16, quelli destinati al cold ironing? Lo scenario controfattuale mostra una riduzione delle emissioni totali di stazionamento mediamente del 4% sull’insieme delle specie. Come Tanzarella ha sottolineato presentando i dati, il cold ironing «produce l’effetto della riduzione totale mediamente per tutte le specie di circa il 4%» a Brindisi, legato al fatto che gli accosti 15 e 16 ospitano navi Ro-Ro a uso pubblico, la cui incidenza sul bilancio emissivo complessivo del porto è limitata.

Figura 7 – Emissioni totali: caso base 2021 e scenario cold ironing

Le mappe della dispersione: NOx

Le simulazioni producono mappe di concentrazione media annuale degli inquinanti sull’intero dominio. Per gli NOx, il contributo dello stazionamento raggiunge un massimo di 22,1 µg/m³ nell’area portuale, mentre le emissioni da manovra e crociera arrivano appena a 1,34 µg/m³. Il contributo portuale totale, nel caso base, tocca un picco di 22,74 µg/m³. Nello scenario con cold ironing, il massimo scende a 20,09 µg/m³.

Figura 8 – Mappe di concentrazione media annuale NOx su Brindisi: stazionamento, manovra/crociera, totale caso base, totale scenario.

L’analisi di source apportionment nelle sette centraline della rete regionale presenti nel dominio di simulazione restituisce il peso delle emissioni portuali rispetto al totale misurato. Il gradiente spaziale è pronunciato: la centralina Terminal Passeggeri, la più vicina all’area portuale, registra un contributo portuale modellato di 9,18 µg/m³ di NOx, pari al 48% della concentrazione misurata. Man mano che ci si allontana il contributo cala rapidamente: Via Taranto 13%, SISRI 14%, Perrino 22%, fino all’1% di Via Cappuccini, la centralina più distante. Lo stazionamento è la fonte dominante in tutte le postazioni, con percentuali superiori all’80% del contributo portuale totale di NOx; gli accosti 15 e 16 da soli contribuiscono tra il 3% e il 7%.

Nello scenario cold ironing, la variazione rispetto al caso base nelle centraline è contenuta: si va dal -2,4% di Perrino al -6,5% di Casale, con la massima riduzione del -6,1% a Via dei Mille.

NOx (µg/m³)Br-PerrinoBr-VtarantoBr-VcappucciniBr-SCasaleBr-SISRIBr-TerPasseggeriBr-VMilleCD-Morena
stazionamento3,522,740,361,671,628,521,043,98
di cui solo accosti 15 e 160,090,080,020,120,080,400,070,02
manovra+tug+crociera0,180,150,070,170,220,670,140,75
tot modello CASO BASE3,702,900,421,841,849,181,184,73
MISURA17,0823,1330,5514,8613,0419,2224,59
stazionamento scenario cold ironing3,432,670,331,551,548,110,973,96
tot modello SCENARIO3,612,820,401,721,768,781,114,71
Tabella 2a – Concentrazioni medie annuali di NOx (µg/m³) attribuibili alle emissioni portuali nelle centraline del dominio di Brindisi: contributi per tipologia di sorgente, totale modello caso base, valore misurato e totale modello nello scenario cold ironing. Fonte: ARPA Puglia.
NOx (%)Br-PerrinoBr-VtarantoBr-VcappucciniBr-SCasaleBr-SISRIBr-TerPasseggeriBr-VMilleCD-Morena
stazionamento (% del contributo portuale)95%95%84%91%88%93%88%84%
di cui solo accosti 15 e 163%3%6%7%5%5%7%0%
manovra+tug+crociera (% del contributo portuale)5%5%16%9%12%7%12%16%
% modello/misura (caso base)22%13%1%12%14%48%5%
stazionamento scenario cold ironing95%95%83%90%87%92%87%84%
% variazione scenario vs caso base-2,4%-2,6%-5,4%-6,5%-4,2%-4,4%-6,1%-0,4%
Tabella 2b – Composizione percentuale del contributo portuale alle concentrazioni di NOx nelle centraline del dominio di Brindisi, peso del contributo modellato sul valore misurato e variazione percentuale tra scenario cold ironing e caso base. Fonte: ARPA Puglia.

Le mappe della dispersione: PM10

Per il PM10 il quadro è differente e, per certi versi, rassicurante. Il massimo di concentrazione media annuale dovuta allo stazionamento è di 0,45 µg/m³, le emissioni diffuse (manovra e crociera) aggiungono appena 0,09 µg/m³. Il totale del caso base raggiunge 0,49 µg/m³ nel punto di massima ricaduta, che scende a 0,46 µg/m³ nello scenario cold ironing.

Figura 9 – Mappe di concentrazione media annuale PM10 su Brindisi .

Se si guarda il contributo del porto rispetto alle misure nelle centraline, il peso è minimo: il rapporto modello/misura per il PM10 non supera l’1,4% neppure nella centralina più esposta (Terminal Passeggeri), e nella maggior parte delle postazioni resta sotto lo 0,4%. Come ha osservato Tanzarella, «per il PM10 le attività portuali contribuiscono in valori bassi». La variazione di scenario tra caso base e cold ironing è compresa tra -2,3% e -5,5% nelle diverse centraline.

PM10 (µg/m³)Br-PerrinoBr-VtarantoBr-VcappucciniBr-SCasaleBr-SISRIBr-TerPasseggeriBr-VMilleCD-Morena
stazionamento0,0610,0480,0060,0290,0280,1680,0180,068
di cui solo accosti 15 e 160,0020,0010,0000,0020,0010,0080,0010,000
manovra+tug+crociera0,0110,0090,0040,0110,0140,0450,0090,049
tot modello CASO BASE0,0720,0580,0100,0400,0410,2130,0260,117
MISURA18,04319,59418,75117,4116,8415,2615,1814,31
stazionamento scenario cold ironing0,0590,0470,0050,0270,0260,1600,0160,068
tot modello SCENARIO0,0700,0560,0090,0380,0400,2040,0250,117
Tabella 3a – Concentrazioni medie annuali di PM10 (µg/m³) attribuibili alle emissioni portuali nelle centraline del dominio di Brindisi: contributi per tipologia di sorgente, totale modello caso base, valore misurato e totale modello nello scenario cold ironing. Fonte: ARPA Puglia.
PM10 (%)Br-PerrinoBr-VtarantoBr-VcappucciniBr-SCasaleBr-SISRIBr-TerPasseggeriBr-VMilleCD-Morena
stazionamento (% del contributo portuale)85%84%60%73%67%79%66%58%
di cui solo accosti 15 e 163%3%7%8%5%5%8%0%
manovra+tug+crociera (% del contributo portuale)15%16%40%27%33%21%34%42%
% modello/misura (caso base)0,4%0,3%0,1%0,2%0,2%1,4%0,2%0,8%
stazionamento scenario cold ironing84%83%58%72%65%78%65%58%
% variazione scenario vs caso base-2,3%-2,5%-4,1%-5,5%-3,5%-3,9%-5,1%-0,3%
Tabella 3b – Composizione percentuale del contributo portuale alle concentrazioni di PM10 nelle centraline del dominio di Brindisi, peso del contributo modellato sul valore misurato e variazione percentuale tra scenario cold ironing e caso base. Fonte: ARPA Puglia.

La validazione del modello

Per verificare l’attendibilità delle simulazioni, il dato modellato di NOx è stato confrontato con le misure delle centraline. La procedura adottata utilizza la postazione Casale (urbana fondo) come riferimento per le concentrazioni di fondo: dalla media oraria misurata a Casale si sottrae il contributo portuale modellato nello stesso punto, e il valore ottenuto viene sommato al dato modellato nelle restanti centraline, in modo da integrare nel confronto le sorgenti non portuali (traffico, riscaldamento, altre attività antropiche).

I risultati della validazione mostrano correlazioni variabili: da 0,232 al Terminal Passeggeri – dove, come nota Tanzarella, la correlazione «non è eccezionale» – fino a 0,608 a Via dei Mille e 0,567 a Via Cappuccini. La performance complessiva del modello è stata giudicata soddisfacente dal gruppo di lavoro, considerando che il modello ricostruisce esclusivamente il contributo portuale.

CentralinaMedia misurata (µg/m³)Media modellata (µg/m³)Bias MB (µg/m³)RMSE (µg/m³)CorrelazioneN dati
SISRI13,0416,01-2,9819,830,4018.432
Terminal Passeggeri19,2223,38-4,1638,510,2328.188
Via dei Mille24,5815,489,123,040,6088.336
Perrino17,0818-0,9321,550,4318.190
Via Taranto23,1317,385,7525,090,518.096
Cappuccini30,5514,815,7531,650,5677.998
Tabella 4a – Validazione del modello SPRAY per gli NOx nelle centraline del dominio di Brindisi: media misurata e modellata, bias (MB), errore quadratico medio (RMSE), coefficiente di correlazione e numero di dati orari utilizzati nel confronto. Fonte: ARPA Puglia.

Cosa ci dicono i risultati

Lo studio su Brindisi mette in luce tre aspetti fondamentali. Il primo è il ruolo dominante dello stazionamento. Le navi ferme in banchina con i motori ausiliari accesi sono responsabili di oltre l’80% delle emissioni portuali di NOx e di oltre il 50% di quelle di PM10. Questo conferma che l’elettrificazione delle banchine è la leva giusta per intervenire.

Il secondo è che la collocazione dell’intervento conta quanto la tecnologia. Gli accosti 15 e 16, interessati dal cold ironing, ospitano navi Ro-Ro che contribuiscono solo per il 3-7% delle emissioni totali di stazionamento. La riduzione complessiva delle emissioni risulta di conseguenza contenuta: mediamente il 4%. Come ha commentato Tanzarella, «il cold ironing ha un po’ più effetto a Bari che a Brindisi, probabilmente legato al tipo di navi che attraccano a questi accosti». Un’eventuale estensione del cold ironing ad altri ormeggi – ad esempio l’accosto 4 destinato alle crocieristiche, oppure gli accosti dell’area industriale – potrebbe produrre riduzioni più consistenti, ma al momento non fa parte dello scenario valutato.

Il terzo aspetto riguarda la scala dell’impatto. Nelle centraline di monitoraggio, il contributo portuale rappresenta fino al 48% delle concentrazioni misurate di NOx nella postazione più esposta, ma scende rapidamente con la distanza. Per il PM10, il contributo portuale non supera mai l’1,5% delle concentrazioni misurate. Il cold ironing agli accosti 15 e 16 produce una riduzione massima del 6,5% per NOx e del 5,5% per PM10 nelle centraline.

I risultati grid medi prodotti da ARPA Puglia sono ora pronti per essere utilizzati nelle successive valutazioni epidemiologiche e di impatto sanitario. Come è emerso dalla discussione nella riunione SALPIAM del 5 febbraio, questo tipo di approccio – la valutazione quantitativa di un intervento specifico di mitigazione – rappresenta una novità nel panorama dei progetti PNC, perché consente di supportare il processo decisionale delle Autorità portuali indicando non solo il guadagno ambientale atteso, ma anche le ricadute in termini di esposizione della popolazione e di beneficio sanitario.

Regione Puglia – ARESS

Referente

Lucia Bisceglia (ARESS Puglia)

GdL ARESS Puglia

Antonio Chieti (Area Epidemiologia & Care Intelligence)
Anna Maria Nannavecchia (Area Epidemiologia & Care Intelligence)

Partnership / ARPA PUGLIA

Vincenzo Campanaro (Direttore Scientifico)
Lorenzo Angiuli (Centro Regionale Aria Taranto)
Tiziano Pastore (Centro Regionale Aria Taranto)
Angela Morabito (Centro Regionale Aria)
Annalisa Tanzarella (Centro Regionale Aria)
Maria Tutino (Ambiente e Salute)
Maria Serinelli (Ambiente e Salute)

Partnership / ASL Brindisi

Francesco Paolo Bianchi (UOSD Epidemiologia, Dipartimento di prevenzione)
Massimo Giotta (SISP, Dipartimento di Prevenzione)

Partnership / Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale – Bari

Annunziata Attolico
Marinella Conte